
E' stato necessario aspettare le 16 di questo pomeriggio per ripristinare completamente la funzionalità dei server Aruba, down per tutta la mattinata a causa di un incendio notturno nella sede di Arezzo.
Un incendio che è stato domato intorno alle 8 di mattina e che non ha provocato danni ai dati, ma che ha causato il power off di tutti i sistemi per questioni di sicurezza. Con il risultato che probabilmente il più grande sito di hosting è stato costretto ad alzare bandiera bianca lasciando a terra quasi un milioni di siti web in tutta Italia.
Il web stesso è impazzito alla ricerca di notizie, che arrivavano con il contagocce da parte di Aruba stesso su Twitter. Poi un po' alla volta si è tornati alla normalità, ma sono accese ora le polemiche di chi rimprovera a un'azienda così importante di essere stata messa in ginocchio da un problema così piccolo, causando un disservizio non da poco che ha anche causato danni economici ingenti a chi ha dovuto rinunciare al suo sito per metà giornata, dicendo addio alle entrate pubblicitarie che per molti sono il sostentamento principale.
Dopo l'attacco hacker al PlayStation network, ancora in balia delle onde, un nuovo guasto che ha mostrato quanto tutto il sistema informatico su cui si basa gran parte della tecnologia e dell'informazione sia davvero soggetto a imprevisti. Basta davvero un alito di vento per mandare in tilt un intero meccanismo. Aruba ha risolto abbastanza presto il problema, e c'era già chi stamattina ipotizzava una class action risarcitoria nei confronti dell'azienda informatica. Ma non sembrano esserci i presupposti per farlo.
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